Non pensiamo soltanto a come nutrire nella migliore maniera i nostri bambini, ma facciamo particolare attenzione alla pericolosità dei giocattoli che immancabilmente invaderanno le nostre case nei prossimi giorni, prescindendo da ciò che saranno costati.
Vi elenco alcuni dei pericoli che i più piccoli possono correre:
I giocattoli troppo piccoli o composti da più elementi che possono essere ridotti a pezzi in breve tempo dalle svelte manine e poi infilati immancabilmente in bocca. Quindi rischio di ingestione.
Quelli donati ai più grandi, che proiettano luci al "laser" possono danneggiare la retina degli occhi di chi viene colpito, o anche la pelle. Molti di questi sono senza marchio CE e non risultano conformi ai requisiti di legge.
I giocattoli che all'interno hanno delle batterie a "bottone" piccole piccole, il cui scomparto possa essere facilmente aperto senza particolari attrezzi.
Un altro pericolo per i bambini al disotto dei tre anni è costituito dalle corde che NON devono essere troppo lunghe (max. cm 22) . Se la corda è troppo lunga potrebbero avvolgersela attorno al collo.
Vi è in commercio un tamburo della Bontempi dove viene segnalata sulla etichetta "la presenza di una lunga corda"ed il divieto per bambini fino a tre anni. Ma chi li acquista siamo sicuri che poi legge le avvertenze ?
E poi ancora vi sono sostanze chimiche nella composizione di alcuni giocattoli, come già avvenuto per i braccialetti fatti intrecciando decine di elastici che all'apparenza sembrano oggetti innocui e che poi invece contengono una sostanza che li rende morbidi ed elastici, gli "ftalati" risultata invece potenzialmente cancerogena. A Milano, nei mesi scorsi la polizia ne ha sequestrato 20 milioni di pezzi, tutti venduti illegalmente.
Vi sono, per insegnare a leggere, dei giochi che contengono letterine dell'alfabeto, in plastica colorata, che al loro interno hanno un piccolo magnete che potrebbe distaccarsi. Se inghiottite, possono provocare perforazione degli organi interni o blocco intestinale.
Ed in ultimo pensate alle piccole palline che hanno dei grandi rimbalzi veloci ed imprevisti.
Possono entrare involontariamente in una bocca aperta per la meraviglia, con rischio di soffocamento.
Le normative in materia esistono, ma i prodotti clandestini a basso prezzo invadono il mercato, senza il marchio CE, da NON confondere con il marchio "Made in PRC" che vuol dire Popular Republic of China. cioè prodotto nella Repubblica Popolare Cinese. Quindi aprite gli occhi !!
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lunedì 8 dicembre 2014
NONNI. GENITORI E ZII, CI AVVICINIAMO ALL'ARRIVO DI BABBO NATALE E DELLA BEFANA, QUINDI FATE GRANDE ATTENZIONE ALLA PERICOLOSITA' DEI GIOCATTOLI CHE ENTRERANNO NEI PROSSIMI GIORNI NELLE CASE DEI BAMBINI PIU' PICCOLI
lunedì 28 maggio 2012
UN'AVVENTURA CON I FUNGHI PORCINI DI BOSCO
Si avvicina l'autunno, nelle zone di montagna i funghi abbondano, raccolti da mani esperte che sanno dove trovarli e che li conoscono per bene, evitando avvelenamenti di cui spesso la cronaca ci mette in guardia, ma nelle città lontane dalle zone montuose o nei paesini dove di boschi non ve ne è neanche l'ombra, o nelle località vicine al mare, siamo obbligati a dover ricorrere ai funghi coltivati, anche per non pagare cifre folli per un mucchietto di funghi porcini importati da lontano e dallo scarso profumo di bosco.
Ma a tal proposito voglio raccontarvene una che mi è capitata ieri l'altro: Come è ormai consuetudine da quando sono andato a riposo......si fa per dire, cioè in pensione, la mattina vado a fare la spesa in uno o due supermercati, dove so bene cosa cercare. Ovviamente questa incombenza la svolgo con piacere, sia per un dovere nei riguardi della mia metà che non ama uscire di casa di prima mattina, che per essere sempre al corrente delle quotazioni di frutta e verdura e di altri prodotti alimentari. Ricordatevi che per ottenere dei buoni risultati in cucina è necessario che le materie prime siano buone, non basta soltanto che uno se ne intenda di lavorare ai fornelli! Insomma vado al solito supermercato che non nomino, che fa parte di una rete importante nazionale e nel reparto frutta e verdura vedo una simpatica confezione con reticella con dentro dei funghi porcini tagliati per lungo. Il taglio per lungo serve a far vedere che non vi sono vermi nascosti, pronti a venire fuori con il primo calore.
Con fare superficiale chiedo quanto vengono, e la risposta è pronta euro 7,50, sono grammi 350.
Quindi il prezzo per chilo è di 22 euro. E' buono, dico , e ne prendo una confezione.
E chiedo alla addetta : ma di dove sono? E lei prende in mano la confezione: Rocca di Papa, vicino Roma.
O.K. faccio io, voglio provarli, il prezzo è molto interessante!
Porto a casa la confezione, controllo che i funghi soo ineccepibili, perfetti, puliti, li cucino con aglio, olio ed un pò di prezzemolo, ma il profumo che di solito invade la cucina quando si cucinano dei porcini non riesco a sentirlo.
La sera preparo delle fettuccine, le condisco con i funghi e le trovo buone, niente di straordinario, ma mancava il profumo.
La mattina dopo trovo la confezione di cartone nel reparto dei rifiuti di carta e cartone, eseguendo la "differenziata" da buon cittadino, riprendo in mano la confezione e guardo meglio:
"confezionato da XXYY - Via xxyy Roccadipapa (Roma) provenienza Romania!!!
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martedì 21 febbraio 2012
LA CONTINUAZIONE DELLE LUNGA STORIA DELL'OLIO EXTRA VERGINE D'OLIVA TAROCCATO CIOE' FALSIFICATO
Nei miei blog del 25 e del 26 novembre 2011 avevo iniziato a descrivere notizie sull'olio extra vergine d'oliva fasullo (o che dir si voglia taroccato) venduto in Italia, poi il 26 dicembre scorso, a seguito di una interessante inchiesta guidata dal giornale "La Repubblica" vi avevo indicato le origini di questo olio, le sue tortuose vie per arrivare fino a noi e poi finalmente oggi vi continuo il racconto sulle Rotte dell'olio adulterato, per mano delle Agromafie.
Cominciamo col dire che l'Italia esporta 250 mila tonnellate di olio extra vergine, mentre importiamo dalla Spagna. Grecia e Tunisia 470 mila tonnellate.
Ben quattro bottiglie su cinque di extravergine italiano ottenuto da olive straniere hanno un etichetta dove non si legge la provenienza delle olive .
La Tunisia è il primo produttore di olio di tutta l'Africa.
Il costo di un chilo d'olio in Tunisia è di 23 centesimi di Euro.
Il 93% dell'olio vergine ed extravergine importato in Italia dai Paesi extracomunitari viene dalla Tunisia.
La Spagna è il primo Paese europeo produttore di olio: 426 min di chili nel 2010; il costo di un chilo di olio è di 50 centesimi, ed è rivenduto in Italia a 5 volte di più.
In Italia questo olio si vende nei "discount" negli "autogrill", nella "Grande Distribuzione" : il costo varia da Euro 1,80/chilo a 4,80/chilo
E se non vi basta ecco la ciliegina sulla torta: analizzate quattro bottiglie su dieci hanno scoperto che sanno di "MUFFA" !
E' ovvio che sulle bottiglie di olio importato da Paesi Comunitari ed Extracomunitari NON vi è riprodotto il nostro tricolore.
L'Agenzia delle Dogane e il Corpo Forestale Italiano stanno indagando su dieci aziende italiane tra cui alcuni marchi famosi.
In Italia si consumano 700 mila tonnellatedi olio.
Il "giro di affari" annuo di questi "signori dell'olio" è di 5 miliardi di Euro
Cominciamo col dire che l'Italia esporta 250 mila tonnellate di olio extra vergine, mentre importiamo dalla Spagna. Grecia e Tunisia 470 mila tonnellate.
Ben quattro bottiglie su cinque di extravergine italiano ottenuto da olive straniere hanno un etichetta dove non si legge la provenienza delle olive .
La Tunisia è il primo produttore di olio di tutta l'Africa.
Il costo di un chilo d'olio in Tunisia è di 23 centesimi di Euro.
Il 93% dell'olio vergine ed extravergine importato in Italia dai Paesi extracomunitari viene dalla Tunisia.
La Spagna è il primo Paese europeo produttore di olio: 426 min di chili nel 2010; il costo di un chilo di olio è di 50 centesimi, ed è rivenduto in Italia a 5 volte di più.
In Italia questo olio si vende nei "discount" negli "autogrill", nella "Grande Distribuzione" : il costo varia da Euro 1,80/chilo a 4,80/chilo
E se non vi basta ecco la ciliegina sulla torta: analizzate quattro bottiglie su dieci hanno scoperto che sanno di "MUFFA" !
E' ovvio che sulle bottiglie di olio importato da Paesi Comunitari ed Extracomunitari NON vi è riprodotto il nostro tricolore.
L'Agenzia delle Dogane e il Corpo Forestale Italiano stanno indagando su dieci aziende italiane tra cui alcuni marchi famosi.
In Italia si consumano 700 mila tonnellatedi olio.
Il "giro di affari" annuo di questi "signori dell'olio" è di 5 miliardi di Euro
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