Nel settembre del 2007 mi trovavo a Cefalù, in Sicilia, ospite in un convegno sull'ottimo "pesce azzurro" , e nel corso della conviviale che era seguita alla mia relazione, mi offrirono due pietanze nelle quali il "pane grattato" (o mollica) era utilizzato come condimento: come primo piatto dei vermicelli "ammollicati", (vi spiegherò di cosa si tratta) e poi, come secondo, uno stupendo pasticcio al forno, cioè una specie di parmigiana realizzata con melanzane tonde ed alici fresche. (Le tonde sono più dolci e più saporite di quelle lunghe; forse per questo motivo sono più care delle altre).
SPAGHETTI (O VERMICELLI) AMMOLLICATI (per 4 persone)
Ingredienti: Spaghetti (o vermicelli) gr 600; olio extra vergine d'oliva 4 cucchiai colmi; acciughe salate (private della lisca) 3; aglio 2 spicchi; mollica (pangrattato) 6/7 cucchiai colmi.
Procedimento: Mettere l'acqua con poco sale sul fuoco. Nell'attesa che raggiunga i 100° (cioè che venga a bollore) mettere in una padella un cucchiaio di olio, il pangrattato (o la mollica) e su fuoco dolce farlo leggermente imbiondire rimestando di continuo con un mestolo di legno, stando attenti a non bruciarlo. Dopo 5/6 minuti metterlo da parte in una terrina. Quindi nella stessa padella ora aggiungere il restante olio, l'aglio e le acciughe salate diliscate. Su fuoco dolce, mentre l'aglio si soffrigge leggermente, aggiungere le acciughe e farle stemperare nel condimento con l'aiuto di una forchetta. Quando l'acqua nella pentola bolle aggiungere la pasta e poi scolarla ancora al dente, quindi passarla in padella, rimettere subito la padella su fuoco forte, rimestare la pasta, eliminare l'aglio ed aggiungere sopra la mollica. Rimestare per 3 minuti e servirla subito. Qualcuno dei commensali a questo punto, vi potrà chiedere una macinata di pepe fresco.
Dipende dai gusti personali e dalle reazioni del proprio organismo !
Non siamo tutti uguali !
PASTICCIO DI MELANZANE TONDE E ALICI FRESCHE (per 4 persone)
Ingredienti: Melanzane tonde gr 800; alici fresche diliscate gr 300; pomodoro a pezzettoni gr 400; olio extra vergine d'oliva q..b.; formaggio grana o parmigiano grattugiato gr 200; pangrattato 6 cucchiai colmi; basilico 6 foglie.
Procedimento: Lavare le melanzane, asciugarle e tagliarle a fette rotonde tutte di uguale spessore (4/5 mm.) Spennellare una larga padella antiaderente con un sottile strato d'olio, e disporre sopra uno strato di melanzane, senza sovrapporle. Su fuoco medio farle colorire su di un lato, quindi spennellare il lato ancora crudo delle melanzane e rigirarle in padella. Quando si sono colorite su entrambi i lati, metterle da parte e cuocere le altre fette, fino a terminare.
In una teglia da forno adagiare un primo strato di melanzane già cotte, sopra spargervi un paio di cucchiai di polpa di pomodoro, quindi uno strato di alici, poi del formaggio grattugiato, appena un pizzichino di sale, qualche foglia di basilico, qualche goccia d'olio e del pangrattato. Fare il secondo strato nella stessa maniera, fino a terminare con il pomodoro, spargendovi sopra il restante pangrattato. Versare sopra appena un filo d'olio e infornare per 15 minuti in forno già caldo a 180° ! E' un'ottima pietanza anche se servita tiepida.
sergio corbino
mercoledì 29 aprile 2009
giovedì 23 aprile 2009
LA TORTA DI MELE DI MADO' - ESECUZIONE SEMPLICE & FACILE
Nel febbraio del 1998, undici anni fa, una mia amica di Bergamo mi inviò questa ricetta facile facile e mi invitò a farla. Riuscì bene, la pubblicai sul settimanale sul quale curavo da un paio di anni la rubrica: "Un menù la settimana" e riscosse un buon successo tra i miei lettori.
Ve la ripropongo, è adatta anche ai bambini, per una merenda o per una festa. Volendo fare una variante, potreste accompagnare una fetta di torta con una pallina di gelato di crema alla vainiglia o alla nocciola, o con un cucchiaio di panna montata di latte, mai panna vegetale, ricordate !!
Ingredienti: farina gr 130; zucchero gr 100; burro gr 120; uova 2; lievito vanigliato 1 bustina; sale 1 pizzico; mele gr 500; uvetta sultanina gr 80; pinoli gr 20; latte intero cc 150(1 bicchiere); pangrattato 2 cucchiai.
Procedimento: Lavare accuratamente le mele, asciugarle e sbucciarle, eliminare i torsoli con l'apposito attrezzo, tagliarle a sottili fettine, tutte uguali di spessore. (Se non avete l'attrezzo, tagliare le mele a quarti ed eliminare il torsolo, quindi affettare sottilmente i quarti).
Mettere l'uvetta a rinvenire in una tazzina calda d'acqua.
In una terrina mescolare insieme con le fruste elettriche, per 3 minuti, la farina, gr 60 di zucchero, le uova, il lievito, il latte appena tiepido (aiuterà il burro a sciogliersi), il pizzico di sale e metà del burro; unire le mele a fettine e mescolare il composto con un mestolo, lentamente. Con il resto del burro ungere una teglia da forno con la chiusura a cerniera, passarvi dentro il pangrattato e muovere la teglia roteandola per far aderire il pangrattato a tutte le superfici . Eliminare il pangrattato in eccesso capovolgendo la teglia e scrollandola delicatamente. Versare dentro il composto, dopo un'ultima mescolata. Spargere sopra i pinoli, l'uvetta scolata e poi con un passino spolverarla con lo zucchero residuo (gr 40). Mettere in forno freddo, e cuocere a 190° per 45/50 minuti, quindi sfornarla. Togliere la torta dalla forma quando si è un pò raffreddata, aprendo la cerniera. Nel caso aveste usato un normale stampo da forno, passare una sottile lama tra l'impasto e lo stampo.
N.B. (E' una mia teoria!) Un esperto avrà notato che in questo caso non si infarina l'uvetta bagnata, perché data la presenza nell'impasto delle fettine di mela, l'uvetta non dovrebbe precipitare sul fondo, ma mescolarsi agli altri componenti. In caso contrario, la prossima volta che realizzate la torta, infarinate l'uvetta e poi unitela al composto. Tutti possiamo sbagliare una volta.
Tenetemi informato della riuscita !
Sergio
Ve la ripropongo, è adatta anche ai bambini, per una merenda o per una festa. Volendo fare una variante, potreste accompagnare una fetta di torta con una pallina di gelato di crema alla vainiglia o alla nocciola, o con un cucchiaio di panna montata di latte, mai panna vegetale, ricordate !!
Ingredienti: farina gr 130; zucchero gr 100; burro gr 120; uova 2; lievito vanigliato 1 bustina; sale 1 pizzico; mele gr 500; uvetta sultanina gr 80; pinoli gr 20; latte intero cc 150(1 bicchiere); pangrattato 2 cucchiai.
Procedimento: Lavare accuratamente le mele, asciugarle e sbucciarle, eliminare i torsoli con l'apposito attrezzo, tagliarle a sottili fettine, tutte uguali di spessore. (Se non avete l'attrezzo, tagliare le mele a quarti ed eliminare il torsolo, quindi affettare sottilmente i quarti).
Mettere l'uvetta a rinvenire in una tazzina calda d'acqua.
In una terrina mescolare insieme con le fruste elettriche, per 3 minuti, la farina, gr 60 di zucchero, le uova, il lievito, il latte appena tiepido (aiuterà il burro a sciogliersi), il pizzico di sale e metà del burro; unire le mele a fettine e mescolare il composto con un mestolo, lentamente. Con il resto del burro ungere una teglia da forno con la chiusura a cerniera, passarvi dentro il pangrattato e muovere la teglia roteandola per far aderire il pangrattato a tutte le superfici . Eliminare il pangrattato in eccesso capovolgendo la teglia e scrollandola delicatamente. Versare dentro il composto, dopo un'ultima mescolata. Spargere sopra i pinoli, l'uvetta scolata e poi con un passino spolverarla con lo zucchero residuo (gr 40). Mettere in forno freddo, e cuocere a 190° per 45/50 minuti, quindi sfornarla. Togliere la torta dalla forma quando si è un pò raffreddata, aprendo la cerniera. Nel caso aveste usato un normale stampo da forno, passare una sottile lama tra l'impasto e lo stampo.
N.B. (E' una mia teoria!) Un esperto avrà notato che in questo caso non si infarina l'uvetta bagnata, perché data la presenza nell'impasto delle fettine di mela, l'uvetta non dovrebbe precipitare sul fondo, ma mescolarsi agli altri componenti. In caso contrario, la prossima volta che realizzate la torta, infarinate l'uvetta e poi unitela al composto. Tutti possiamo sbagliare una volta.
Tenetemi informato della riuscita !
Sergio
mercoledì 22 aprile 2009
TORTA RICOTTA & PERE - SPECIALE POST PER ALESSANDRA
Cara Alessandra, accoti accontentata. Sono riuscito a scovare da un pasticcere di Salerno la ricetta della famosa torta che ora sta imperversando nei ristoranti, copiata ed imitata da tutti, non sempre con grandi risultati.
La migliore la ho assaggiata a Positano, al ristorante "da Vincenzo" verso la fine di Via Pasitea a scendere. La mamma del titolare é una provetta pasticcera ed alla fine di un ottimo pasto, per niente caro in realtà per i prezzi del posto, ho potuto gustare questa stupenda torta.
Io ti dichiaro, in piena onestà, che finora non ho avuto alcuna occasione per prepararla, ma poi non mi sembra così difficile da realizzare. Allora seguimi e poi fammi sapere come ti è venuta. Se la prepari per i tuoi figli, che forse sono ancora in tenera età, non metterci il liquore Strega.
Ingredienti per i due dischi della torta: farina gr 150; zucchero gr 150; granella fine di mandorle gr 150; uova 3; bustina di zucchero a velo vanigliato 1.
Ingredienti per il ripieno: ricotta di pecora (piuttosto asciutta) gr 600; zucchero gr 250; panna montata zuccherata gr 200; barattolo di pere sciroppate 1; liquore Strega 1 cucchiaio.
Procedimento per la preparazione dei due dischi: In una terrina mettere i 3 tuorli d'uovo, gli altri ingredienti e mescolare il tutto per 5 minuti. Montare a neve ferma con le fruste elettriche gli albumi ed aggiungerli all'impasto, mescolando lentamente da sotto in sopra per non farli smontare. Foderare con la carta da forno una tortiera con la chiusura a cerniera (diametro di cm 30 circa). Versare dentro una metà dell'impasto, mettere in forno ventilato a 150° fino a che il disco non sia dorato.
Tirare fuori la tortiera e delicatamente sformare il primo disco di pasta dopo aver aperto la cerniera, quindi ripetere l'operazione. e realizzare il secondo.
Procedimento per il ripieno: Passare con il setaccio la ricotta e farla cadere in una terrina. aggiungere lo zucchero, mescolare insieme per un paio di minuti, quindi aggiungere tutte le pere ben sgocciolate tagliate a minuti pezzettini e la panna montata. Adagiare uno dei due dischi sul fondo della tortiera con la cerniera (già utilizzata per cuocere i dischi) e bagnarlo con il cucchiaio di Strega. Versare sopra il composto, pareggiarlo con una spatola e adagiare sopra il secondo disco schiacciando delicatamente per compattare l'impasto. Mettere in freezer la tortiera. Quando verrà il momento che dovrete offrire la torta, tiratela fuori dal freezer qualche ora prima e lasciatela in frigo. Al momento di servirla aprire la cerniera e trasferire delicatamente la torta sul piatto di portata. Spolverizzare con zucchero a velo e portare in tavola.
Sergio
La migliore la ho assaggiata a Positano, al ristorante "da Vincenzo" verso la fine di Via Pasitea a scendere. La mamma del titolare é una provetta pasticcera ed alla fine di un ottimo pasto, per niente caro in realtà per i prezzi del posto, ho potuto gustare questa stupenda torta.
Io ti dichiaro, in piena onestà, che finora non ho avuto alcuna occasione per prepararla, ma poi non mi sembra così difficile da realizzare. Allora seguimi e poi fammi sapere come ti è venuta. Se la prepari per i tuoi figli, che forse sono ancora in tenera età, non metterci il liquore Strega.
Ingredienti per i due dischi della torta: farina gr 150; zucchero gr 150; granella fine di mandorle gr 150; uova 3; bustina di zucchero a velo vanigliato 1.
Ingredienti per il ripieno: ricotta di pecora (piuttosto asciutta) gr 600; zucchero gr 250; panna montata zuccherata gr 200; barattolo di pere sciroppate 1; liquore Strega 1 cucchiaio.
Procedimento per la preparazione dei due dischi: In una terrina mettere i 3 tuorli d'uovo, gli altri ingredienti e mescolare il tutto per 5 minuti. Montare a neve ferma con le fruste elettriche gli albumi ed aggiungerli all'impasto, mescolando lentamente da sotto in sopra per non farli smontare. Foderare con la carta da forno una tortiera con la chiusura a cerniera (diametro di cm 30 circa). Versare dentro una metà dell'impasto, mettere in forno ventilato a 150° fino a che il disco non sia dorato.
Tirare fuori la tortiera e delicatamente sformare il primo disco di pasta dopo aver aperto la cerniera, quindi ripetere l'operazione. e realizzare il secondo.
Procedimento per il ripieno: Passare con il setaccio la ricotta e farla cadere in una terrina. aggiungere lo zucchero, mescolare insieme per un paio di minuti, quindi aggiungere tutte le pere ben sgocciolate tagliate a minuti pezzettini e la panna montata. Adagiare uno dei due dischi sul fondo della tortiera con la cerniera (già utilizzata per cuocere i dischi) e bagnarlo con il cucchiaio di Strega. Versare sopra il composto, pareggiarlo con una spatola e adagiare sopra il secondo disco schiacciando delicatamente per compattare l'impasto. Mettere in freezer la tortiera. Quando verrà il momento che dovrete offrire la torta, tiratela fuori dal freezer qualche ora prima e lasciatela in frigo. Al momento di servirla aprire la cerniera e trasferire delicatamente la torta sul piatto di portata. Spolverizzare con zucchero a velo e portare in tavola.
Sergio
martedì 21 aprile 2009
RISPONDO QUI AD UN GRADITO COMMENTO DI ALESSANDRA PERCHE' SI TRATTA DI UN ARGOMENTO CHE PUO' INTERESSARE TUTTI I LETTORI
Elenco prima i vari quesiti e poi risponderò ampiamente, almeno lo spero:
1) Alessandra ha notato che nelle mie ricette "i dolci" sono poco considerati.
2) Mi chiede la ricetta della famosa torta di "Ricotta & pere" .
3) Mi chiede una ricetta del "plum-cake" per la merenda dei suoi bambini.
4) Si chiede il perchè non siano elencate con ordine tutte le ricette per semplificare la loro ricerca.
Rispondo per ordine: 1) E' vero, non che io non amo i dolci, ma spesso preferisco farli fare a mia moglie! Adoro creare dei primi piatti, dei secondi, ma con i dolci ci vado piano. Questo perché prima di scrivere una ricetta io la realizzo più volte davvero.
A tal proposito voglio raccontarvi un mio aneddoto, accadutomi due o tre anni fa. Spesso, in nome dell'Accademia Italiana della Cucina, della quale faccio ormai parte da 25 anni, sono chiamato a prestare la mia opera in programmi televisivi, sia come cuoco che come giornalista esperto del settore, che in qualità di storico della gastronomia.
Chiarisco che le mie prestazioni sono a titolo gratuito, mi rimborsano spese di viaggio e di soggiorno e poi spesso i miei libri di ricette compaiono durante le riprese, e ciò è per me molto più gratificante che essere pagati. Orbene un giorno mi chiama il responsabile di Sky- Casa Alice (canale 416) e mi dice: "Vogliamo realizzare la "pastiera" napoletana in diretta, ci mandi un cuoco pasticciere?" Ed io subito, con grande "faccia tosta" ("muso di tolla" per i settentrionali): "Non c'è alcun bisogno di un altro cuoco, vengo io!" Mia moglie aveva ascoltato parte della conversazione e mi dice: "Ma sei matto, tu non hai mai fatto una pastiera!" Ed io con grande naturalezza: "Una prima volta nella vita deve pur esserci ! Imparerò, ho una settimana di tempo." Studiai vari testi, antichi e moderni, mi consultai con importanti pasticcieri, e così ogni giorno preparavo una pastiera e la regalavo all'inquilino del primo piano, poi il secondo giorno a quello del secondo piano e così via, fino al settimo giorno. Quando smisi, ormai abbastanza pratico nel maneggiare la "pasta frolla", che è poi in realtà la cosa più difficile, ci furono nel palazzo delle lagnanze perché ormai si erano abituati male.
In televisione tutto filò liscio e le pastiere - ne dovetti preparare due - furono divorate in pochi minuti da gli addetti ai lavori non appena tutti i riflettori si spensero sul set!
Comunque faccio ammenda, e da oggi in poi "posterò" delle ricette di dolci.
2) Mi metto subito alla ricerca della ricetta; anzi vedrò di chiederla proprio al grande pasticciere De Riso di Minori, che la ha inventata e quanto prima ve la trascrivo.
3) Il plum-cake lo metto in calce alla presente comunicazione, ma considerando quanta roba calorica ci va dentro lo chiamerei piuttosto "Plumb-cake" .
4) Elencare in ordine le ricette non è semplice, ma tenterò di farlo: Io le inserisco un poco "a sentimento" , sia quelle per i "single" che per la famiglia.
Purtroppo sono esauriti nelle librerie i miei libri che erano ben distinti: 88 ricette di Primi di pasta, 88 ricette di Secondi, 88 ricette di Dolci e 88 ricette di Piatti di mezzo e contorni.
Mi viene quasi quasi la voglia di farli ristampare, ne parlerò con il mio editore.
Ed ecco la ricetta richiesta:
PLUM CAKE (per 6 persone, o anche per meno se si tratta di golosi)
Ingredienti:Farina gr 270; zucchero gr 200; burro gr 220; uvetta sultanina gr 250; frutta candita a cubetti (scorzette di arance, zucca, etc.) gr 100; uova 6; lievito per dolci vanigliato 1 bustina; la scorza grattugiata di un limone non trattato; liquore Rum 1 tazzina da caffè.
Procedimento: In una ciotolina mettere a mollo l'uvetta nel Rum. In una terrina lavorare con un mestolo il burro e dopo due minuti incorporarvi lo zucchero. Poi aggiungere, un uovo per volta - mi raccomando - mescolando sempre, ed aggiungere la farina ed il lievito, la scorza del limone, i canditi. Va quindi aggiunta l'uvetta dopo averla fatta sgocciolare e passare rapidamente nella farina, quindi fare cadere quella in eccesso muovendo l'uvetta in un passino. (L'uvetta ha un peso specifico superiore a quello dell'impasto e perciò se non venisse infarinata, aumentando così di volume e rendendosi meno scivolosa, precipiterebbe sul fondo del dolce, non mescolandosi ai vari strati). Amalgamare il tutto ancora per un minuto.
Imburrare ed infarinare uno stampo da plum-cake, scrollare via la farina in eccesso capovolgendolo, e versare l'impasto fino a raggiungere i 2/3 dell'altezza, perché il dolce lieviterà cuocendosi.(o almeno lo speriamo!)
Mettere in forno già caldo a 180° per 40 minuti circa. Per controllare se il cake sia cotto a puntino, dopo aver indossato il guanto protettivo, tirare fuori dal forno per un momento lo stampo ed immergervi uno stecchino. Se esce asciutto vuol dire che potete tirarlo fuori definitivamente, altrimenti lasciatelo nel forno ancora per 5/6 minuti.
Sformarlo quando si è un pò raffreddato, perché se troppo caldo potrebbe rompersi.
Fatemi sapere come vi è venuto !!
Sergio Corbino
1) Alessandra ha notato che nelle mie ricette "i dolci" sono poco considerati.
2) Mi chiede la ricetta della famosa torta di "Ricotta & pere" .
3) Mi chiede una ricetta del "plum-cake" per la merenda dei suoi bambini.
4) Si chiede il perchè non siano elencate con ordine tutte le ricette per semplificare la loro ricerca.
Rispondo per ordine: 1) E' vero, non che io non amo i dolci, ma spesso preferisco farli fare a mia moglie! Adoro creare dei primi piatti, dei secondi, ma con i dolci ci vado piano. Questo perché prima di scrivere una ricetta io la realizzo più volte davvero.
A tal proposito voglio raccontarvi un mio aneddoto, accadutomi due o tre anni fa. Spesso, in nome dell'Accademia Italiana della Cucina, della quale faccio ormai parte da 25 anni, sono chiamato a prestare la mia opera in programmi televisivi, sia come cuoco che come giornalista esperto del settore, che in qualità di storico della gastronomia.
Chiarisco che le mie prestazioni sono a titolo gratuito, mi rimborsano spese di viaggio e di soggiorno e poi spesso i miei libri di ricette compaiono durante le riprese, e ciò è per me molto più gratificante che essere pagati. Orbene un giorno mi chiama il responsabile di Sky- Casa Alice (canale 416) e mi dice: "Vogliamo realizzare la "pastiera" napoletana in diretta, ci mandi un cuoco pasticciere?" Ed io subito, con grande "faccia tosta" ("muso di tolla" per i settentrionali): "Non c'è alcun bisogno di un altro cuoco, vengo io!" Mia moglie aveva ascoltato parte della conversazione e mi dice: "Ma sei matto, tu non hai mai fatto una pastiera!" Ed io con grande naturalezza: "Una prima volta nella vita deve pur esserci ! Imparerò, ho una settimana di tempo." Studiai vari testi, antichi e moderni, mi consultai con importanti pasticcieri, e così ogni giorno preparavo una pastiera e la regalavo all'inquilino del primo piano, poi il secondo giorno a quello del secondo piano e così via, fino al settimo giorno. Quando smisi, ormai abbastanza pratico nel maneggiare la "pasta frolla", che è poi in realtà la cosa più difficile, ci furono nel palazzo delle lagnanze perché ormai si erano abituati male.
In televisione tutto filò liscio e le pastiere - ne dovetti preparare due - furono divorate in pochi minuti da gli addetti ai lavori non appena tutti i riflettori si spensero sul set!
Comunque faccio ammenda, e da oggi in poi "posterò" delle ricette di dolci.
2) Mi metto subito alla ricerca della ricetta; anzi vedrò di chiederla proprio al grande pasticciere De Riso di Minori, che la ha inventata e quanto prima ve la trascrivo.
3) Il plum-cake lo metto in calce alla presente comunicazione, ma considerando quanta roba calorica ci va dentro lo chiamerei piuttosto "Plumb-cake" .
4) Elencare in ordine le ricette non è semplice, ma tenterò di farlo: Io le inserisco un poco "a sentimento" , sia quelle per i "single" che per la famiglia.
Purtroppo sono esauriti nelle librerie i miei libri che erano ben distinti: 88 ricette di Primi di pasta, 88 ricette di Secondi, 88 ricette di Dolci e 88 ricette di Piatti di mezzo e contorni.
Mi viene quasi quasi la voglia di farli ristampare, ne parlerò con il mio editore.
Ed ecco la ricetta richiesta:
PLUM CAKE (per 6 persone, o anche per meno se si tratta di golosi)
Ingredienti:Farina gr 270; zucchero gr 200; burro gr 220; uvetta sultanina gr 250; frutta candita a cubetti (scorzette di arance, zucca, etc.) gr 100; uova 6; lievito per dolci vanigliato 1 bustina; la scorza grattugiata di un limone non trattato; liquore Rum 1 tazzina da caffè.
Procedimento: In una ciotolina mettere a mollo l'uvetta nel Rum. In una terrina lavorare con un mestolo il burro e dopo due minuti incorporarvi lo zucchero. Poi aggiungere, un uovo per volta - mi raccomando - mescolando sempre, ed aggiungere la farina ed il lievito, la scorza del limone, i canditi. Va quindi aggiunta l'uvetta dopo averla fatta sgocciolare e passare rapidamente nella farina, quindi fare cadere quella in eccesso muovendo l'uvetta in un passino. (L'uvetta ha un peso specifico superiore a quello dell'impasto e perciò se non venisse infarinata, aumentando così di volume e rendendosi meno scivolosa, precipiterebbe sul fondo del dolce, non mescolandosi ai vari strati). Amalgamare il tutto ancora per un minuto.
Imburrare ed infarinare uno stampo da plum-cake, scrollare via la farina in eccesso capovolgendolo, e versare l'impasto fino a raggiungere i 2/3 dell'altezza, perché il dolce lieviterà cuocendosi.(o almeno lo speriamo!)
Mettere in forno già caldo a 180° per 40 minuti circa. Per controllare se il cake sia cotto a puntino, dopo aver indossato il guanto protettivo, tirare fuori dal forno per un momento lo stampo ed immergervi uno stecchino. Se esce asciutto vuol dire che potete tirarlo fuori definitivamente, altrimenti lasciatelo nel forno ancora per 5/6 minuti.
Sformarlo quando si è un pò raffreddato, perché se troppo caldo potrebbe rompersi.
Fatemi sapere come vi è venuto !!
Sergio Corbino
domenica 19 aprile 2009
E' UN ARGOMENTO CHE FORSE MI FARA' ODIARE DA QUALCHE LETTORE, MA E' UN MESSAGGIO CHE SENTO IL DOVERE DI FARE.
Affrontiamo spesso dei problemi che derivano dal consumare dei prodotti alimentari contraffatti o scaduti, il cui consumo può provocare danni alla salute; ce ne preoccupiamo, ma ignoriamo volutamente quanto sto per scrivere.
Di recente un caro amico, molto più giovane di me se ne è andato via, per un tumore all'apparato respiratorio, si limitava accuratamente nel mangiare e nel bere, ma era un accanito fumatore.
Tanto tempo fa ci si limitava a dire che il fumo poteva provocare un annebbiamento della vista notturna a chi era alla guida dell'auto, e che la presenza del catrame sulle papille gustative non avrebbe permesso ad un individuo di gustare appieno il sapore di una pietanza o le sfumature di un particolare vino, ma non si parlava con dovizia di termini di pericolo di morte.
Oggi pur parlando di morte anche su tutte le confezioni di sigarette, il loro consumo non diminuisce, ed anzi è cresciuto, in specie per le donne, anche in giovane età.
Molti fumatori accaniti mi odieranno per queste poche righe, ma sento il dovere di farlo.
Forse mi illudo che qualcuno dopo averle lette potrà smettere o ridurre il numero di sigarette.
Ma comunque ricordatevi che:
Con ogni boccata un fumatore inspira un litro e mezzo di fumo.
L'ossido di carbonio e la nicotina sono sostanze provocate dal fumo; in particolare l'ossido di carbonio diminuisce l'ossigeno verso il cuore, il cervello, i muscoli ed altre parti del corpo.
Il fumo crea problemi di impotenza, aumenta le probabilità del tumore al polmone e delle vie respiratorie, vescica, esofago, rene, pancreas, collo e corpo dell'utero, caduta dei capelli, alito cattivo, macchie della cute e denti gialli per il tartaro, comparsa precoce di rughe.
Sergio Corbino
P.S. Fare gli "scongiuri" e l'utilizzo di amuleti poco aiuta. E poi se fumate di meno fate anche un dispetto al Bilancio dello Stato che su ogni pacchetto di sigarette vi spreme tanti soldi. Le tasse che già pagate non vi sono forse sufficienti ?
Di recente un caro amico, molto più giovane di me se ne è andato via, per un tumore all'apparato respiratorio, si limitava accuratamente nel mangiare e nel bere, ma era un accanito fumatore.
Tanto tempo fa ci si limitava a dire che il fumo poteva provocare un annebbiamento della vista notturna a chi era alla guida dell'auto, e che la presenza del catrame sulle papille gustative non avrebbe permesso ad un individuo di gustare appieno il sapore di una pietanza o le sfumature di un particolare vino, ma non si parlava con dovizia di termini di pericolo di morte.
Oggi pur parlando di morte anche su tutte le confezioni di sigarette, il loro consumo non diminuisce, ed anzi è cresciuto, in specie per le donne, anche in giovane età.
Molti fumatori accaniti mi odieranno per queste poche righe, ma sento il dovere di farlo.
Forse mi illudo che qualcuno dopo averle lette potrà smettere o ridurre il numero di sigarette.
Ma comunque ricordatevi che:
Con ogni boccata un fumatore inspira un litro e mezzo di fumo.
L'ossido di carbonio e la nicotina sono sostanze provocate dal fumo; in particolare l'ossido di carbonio diminuisce l'ossigeno verso il cuore, il cervello, i muscoli ed altre parti del corpo.
Il fumo crea problemi di impotenza, aumenta le probabilità del tumore al polmone e delle vie respiratorie, vescica, esofago, rene, pancreas, collo e corpo dell'utero, caduta dei capelli, alito cattivo, macchie della cute e denti gialli per il tartaro, comparsa precoce di rughe.
Sergio Corbino
P.S. Fare gli "scongiuri" e l'utilizzo di amuleti poco aiuta. E poi se fumate di meno fate anche un dispetto al Bilancio dello Stato che su ogni pacchetto di sigarette vi spreme tanti soldi. Le tasse che già pagate non vi sono forse sufficienti ?
giovedì 16 aprile 2009
UN INVITO AI MIEI LETTORI - DATE UNA RAPIDA LETTURA AI POST DEI MESI ADDIETRO !
E' poco più di un anno che ho cominciato questo "blog", invogliato a ciò da mio figlio, sul quale descrivere ricette vecchie e nuove, tutte da me sperimentate più di una volta, in circa mezzo secolo di "amore" per la cucina. Agli inizi non avevo una precisa idea di come fosse gratificante il poter comunicare con tanti appassionati di questo hobby, ed ogni tanto mi accorgo di essere quasi a corto di idee nuove, pur avendo scritto più di 500 ricette.
Vorrei perciò chiedervi di dare uno sguardo a quanto da me scritto nei mesi passati, facendo scorrere i mesi a ritroso, e poi di richiedermi particolari ricette, usando i "commenti del blog" , che anche a mezzo dell'email che è sergiocorbino@gmail.com. Mi riferisco a ricette sia per "single", che per i soliti quattro commensali , componenti di una famiglia media.
Grazie per l'attenzione !!
Sergio
p.s.: da qualche giorno la cucina di sergio è anche su facebook!!!!
Vorrei perciò chiedervi di dare uno sguardo a quanto da me scritto nei mesi passati, facendo scorrere i mesi a ritroso, e poi di richiedermi particolari ricette, usando i "commenti del blog" , che anche a mezzo dell'email che è sergiocorbino@gmail.com. Mi riferisco a ricette sia per "single", che per i soliti quattro commensali , componenti di una famiglia media.
Grazie per l'attenzione !!
Sergio
p.s.: da qualche giorno la cucina di sergio è anche su facebook!!!!
CUCINA PER SINGLE N° 17 = INSALATA CON POLPA DI GRANCHIO IN SALSA ROSA
Ritorno alle ricette per gli amici o le amiche single, e pur essendo spesso non amante dei cibi in scatola, devo ammettere che alcuni di essi, che non sono facilmente reperibili allo stato fresco o che esistono ma che richiedono tempo e pazienza, possiamo anche consumarli in scatola con dei buoni risultati per il palato.
E' questo il caso del granchio conservato in piccole confezioni da gr 100 circa (prodotto netto sgocciolato) che ben condito può essere un'ottima seconda pietanza, o unica se accompagnato da un bel paio di fette di pane. (E poi vi consiglio di tenere sempre in frigo, per ogni eventualità, un barattolo di maionese K. -non light- , un flaconcino di salsa Rubra ed uno di senape. Sono prodotti che hanno una lunga scadenza e quindi avrete tempo a sufficienza per consumarli).
Ingredienti: Insalata (lattuga romana) 1 cespo; una scatoletta di granchio da gr 100 circa; maionese K. 2 cucchiai; salsa rubra 1/2 cucchiaio; senape 1 cucchiaino.
Procedimento: Aprire la scatoletta, fare scolare via l'acqua di governo ed eliminare le cartilagini dalla polpa del granchio. In una terrina mettere la maionese, la salsa rubra, la senape, mescolare bene il tutto e poi aggiungere la polpa del granchio, lasciandola insaporire per qualche minuto.
Staccare 5/6 foglie dal cespo, conservare la rimanente parte in uno strofinaccio umido (pulito) e metterlo in frigo. Si manterrà fresca e croccante per alcuni giorni, ma non dimenticatela!
Lavare le foglie accuratamente, asciugarle e tagliarle a listerelle. Sistemarle in un piatto e quando è il momento di mangiare , versarvi sopra la polpa di granchio e il condimento. A secondo del vostro gusto, vi abituerete a dosare in maniera differente i tre componenti della salsa rosa.
Sergio
E' questo il caso del granchio conservato in piccole confezioni da gr 100 circa (prodotto netto sgocciolato) che ben condito può essere un'ottima seconda pietanza, o unica se accompagnato da un bel paio di fette di pane. (E poi vi consiglio di tenere sempre in frigo, per ogni eventualità, un barattolo di maionese K. -non light- , un flaconcino di salsa Rubra ed uno di senape. Sono prodotti che hanno una lunga scadenza e quindi avrete tempo a sufficienza per consumarli).
Ingredienti: Insalata (lattuga romana) 1 cespo; una scatoletta di granchio da gr 100 circa; maionese K. 2 cucchiai; salsa rubra 1/2 cucchiaio; senape 1 cucchiaino.
Procedimento: Aprire la scatoletta, fare scolare via l'acqua di governo ed eliminare le cartilagini dalla polpa del granchio. In una terrina mettere la maionese, la salsa rubra, la senape, mescolare bene il tutto e poi aggiungere la polpa del granchio, lasciandola insaporire per qualche minuto.
Staccare 5/6 foglie dal cespo, conservare la rimanente parte in uno strofinaccio umido (pulito) e metterlo in frigo. Si manterrà fresca e croccante per alcuni giorni, ma non dimenticatela!
Lavare le foglie accuratamente, asciugarle e tagliarle a listerelle. Sistemarle in un piatto e quando è il momento di mangiare , versarvi sopra la polpa di granchio e il condimento. A secondo del vostro gusto, vi abituerete a dosare in maniera differente i tre componenti della salsa rosa.
Sergio
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