venerdì 24 giugno 2011

Cibo biologico direttamente a casa

"Il recente caso dei cetrioli tedeschi (?) killer, che si aggiunge alle tragedie della mucca pazza (2001), dell’influenza aviaria (2003, 2005) e della suina (2009), ha fatto aumentare la domanda di sicurezza alimentare nei consumatori italiani, diventati più attenti e consapevoli. La grande distribuzione, al di là di marchi di facciata, non sembra poterla garantire, mentre la notizia che quasi tutta la nazione è disseminata di discariche abusive di rifiuti tossici, fa dubitare molto dell’origine e della qualità dei prodotti venduti dai dettaglianti o dai rubicondi ambulanti ....
... Ma c’è chi è andato oltre, facendo della sicurezza alimentare il proprio lavoro e un chiaro esempio di buoneconomia. Un paio di anni fa, alcuni giovani napoletani... hanno avviato alle falde del Vesuvio (a Volla, al confine con la periferia napoletana) una cooperativa sociale di tipo B che si occupa di distribuzione di fresco-biologico, mandandovi una bio-cassetta direttamente a casa..." Per saperne di più vi rimando a questo articolo:

http://labuonaeconomia.wordpress.com/2011/06/23/la-buoneconomia-nella-biocassetta/

giovedì 23 giugno 2011

FINALMENTE SU LINEA BLU CONDOTTO SABATO SCORSO DA DONATELLA BIANCHI SI RICORDANO I PERICOLI CONNESSI ALL'ANISAKIS PRESENTE NEI PESCI MANGIATI CRUDI !

La bravissima conduttrice di Linea Blu' Donatella Bianchi, parlando di pesce azzurro e di altri pesci nel corso della trasmissione di sabato scorso insieme all'esperto Prof. Corrado Piccinetti della Delegazione di Pesaro-Urbino dell'Accademia Italiana della Cucina, mio egregio collega nel Centro Studi dell'Accademia a Milano, ha finalmente accennato ai pericoli che si possono correre nell'ingerire del pesce crudo, per la presenza ormai diffusa nei nostri mari, in quasi tutte le specie ittiche del mondo, di questo dannoso parassita.

La moda orientale invalsa ormai di mangiare del pesce crudo o marinato (l'acido acetico dell'aceto, o l'acido citrico del limone, non uccidono l'anisakis, nè le sue uova, nè le sue larve) sta provocando seri guai agli incauti frequentatori di ristoranti che NON sono attrezzati con l'abbattitore che porta la temperatura di un prodotto a meno 20 gradi in breve tempo.

Per essere certi che il parassita muoia è necessario che il prodotto sia trattenuto per almeno 24 ore alla temperatura di meno 20°. Quindi per evitare danni a chi ingerisce il pesce, o deve essere cotto ad almeno 60/70°, o tenuto a tale bassa temperatura per un giorno intero, quindi scongelato e poi mangiato.

Sembra quasi che vi sia una repulsione (o una proibizione da parte degli ordini supremi) a trattare un simile argomento, forse per la paura che i consumatori di prodotti ittici si allontanino dal consumarlo di frequente e provochino un crollo dei consumi sul tipo della "mucca pazza".

Ma sappiano tutti che il pesce fa benissimo, in special modo quello azzurro che è fresco, pescato di solito nelle nostre acque costiere, non è costoso e si cucina facilmente.

Ed allora perché mangiarlo crudo ?? Per copiare i giapponesi. Sappiate che il popolo del Sol Levante è il migliore cliente dei chirurghi gastroenterici, proprio a causa delle centinaia di persone che ogni mese viene intossicata dall'anisakis e quindi operata nello stomaco e nell'intestino per asportare la larve di questo parassita.
Quando una larva o un vermetto (nelle alici fresche sembra un filo di cotone bianco da cm 2/3 che si agita non ostante che le alici siano morte da ore) viene inavvertitamente ingerito, va nello stomaco, entra in contatto con i nostri succhi gastrici, (che sono dei forti acidi che servono alla nostra digestione), quindi fa di tutto per scappare via.
Ed allora si apre una via nella parete dello stomaco facendolo irritare con conseguenti gravi disturbi per l'incauto mangiatore e si incista nella sua parete, dove continua a vivere per un paio di giorni e forse più.
Ma ha avuto nel frattempo la possibilità di avvelenare l'organismo dell'individuo che non sa cosa fare e quasi sempre, soltanto dopo giorni di indagini e di analisi riesce a spiegare ai clinici cosa gli sia accaduto.

Una larva al terzo stadio di sviluppo è lunga cm 2 e spesso viene scambiata per un melanoma. Con la gastroscopia si può anche scoprirla e per portarla via poi è necessario operare o attraverso la bocca o per via chirurgica aprendo lo stomaco o l'intestino.
Credo che da allora in avanti costui non mangerà mai più del pesce, neanche stracotto. Ed ecco da qui che crescono le intolleranze alimentari. Non è una allergia al pesce, ma è il ricordo di una brutta avventura.

Quindi rifiutatevi di mangiare del pesce crudo assolutamente, anche se marinato

OGGI I MIEI VISITATORI, DALLA COSTITUZIONE DEL BLOG HANNO RAGGIUNTO QUOTA 92.792

Vorrei istituire un premio, costituito da un mio libro, un mio racconto ma NON di cucina, magari quello delle Avventure del Menestrello Bernardo (è in realtà UN TIPO un pò biricchino e non adatto ai minori di 16 anni) che tanto successo ha avuto in Italia, che regalerò, inviandolo per posta raccomandata, a chi raggiungerà la quota di 100.000.
E' però necessario che il vincitore o la vincitrice mi scriva sul commento al blog del giorno fatidico: oggi hai raggiunto le 100.000 visite! Questo è il mio nome ed indirizzo. (perchè altrimenti non potrò mai saperlo e quindi spedirlo alla persona giusta.)
Vi sembra una buona idea???

LE PRIME 69 RICETTE DEL MIO BLOG INSERITE NEL 2008

Mi è capitato di recente di riguardarmi le mie prime 69 ricette inserite sul mio blog nei suoi primi mesi di vita.
In realtà, dovendomi spesso recare come "oratore" in diverse delegazioni dell'Accademia Italiana della Cucina ed in alcuni Rotary Club d'Italia (nel quale milito da ben 42 anni) che mi richiedevano come volontario intrattenitore (per non chiamarmi oratore perché nome troppo serio) per le loro conviviali, avevo fatto stampare a mie spese ben 500 librettini di 70 pagine con dentro una mia breve prefazione, l'indirizzo del mio blog, e 69 ricette, (di più non ce ne entravano) proprio le prime che avevo inserito nel primo anno sul blog ed agli inizi del 2009.

E così mi ero accorto che queste ricette erano proprio il "fior fiore" delle mie raccolte, le più importanti che mi erano subito capitate sotto mano. Senza accorgermene avevo fatto ciò che normalmente fanno i venditori di frutta, (senza voler offendere nessuno) quando nei grossi cesti di ciliegie o di albicocche esposti sul banco di vendita, mettono sopra-sopra le ciliegie più grosse e più belle e le albicocche più grandi e più colorite di rosso.

Ma cosa voglio dire con questo episodio, anzi oltre a raccontarvi che poi lo scorso inverno ho dovuto fare ristampare altri 1000 librettini, sempre con le stesse ricette, perché il mio girovagare è cresciuto, voglio invitarvi ad andare a guardare le prime pagine del blog, cosa semplicissima , perché non ritengo giusto riproporre di nuovo quelle inserite nei primi mesi di attività, nel corso dei quali le visite erano giustamente ancora scarse, perché il blog non era ancora molto noto.

Allora date fiducia alle mie parole, fate un salto all'indietro, andate all'inizio del blog e controllate "de visu" se quanto vi sto raccontando risponda o meno a verità.
Vi troverete una frittata di maccheroni, dei timballi, dei sartù, tanta cucina per single , delle cose stupende che sono lì ad aspettarvi e che sono e saranno sempre valide.

Le ricette del 1800 non possono essere adottate oggi da noi senza un'opportuna rivisitazione, non fosse altro che per le enormi quantità di grassi e di spezie che allora i cuochi erano soliti mettervi dentro, ma le ricette dalla seconda metà del 1900 in poi saranno ancora valide, penso fino alla fine di questo secolo.

mercoledì 22 giugno 2011

TUBETTI RIGATI AL GORGONZOLA CON CHAMPIGNONS FRESCHI

E' una ricetta adatta per commensali che non gradiscono il pomodoro e che invece amano il gorgonzola. Esistono "allergie" (che ora si chiamano elegantemente "intolleranze alimentari") per le fragole, per il pesce, per i formaggi, (io ce l'ho fin da piccolo per le castagne cotte o candite) e c'é chi non gradisce il pomodoro, crudo o cotto che sia.
Quindi sperando che nessuno dei sei convitati abbia un'intolleranza alimentare per i funghi champignons coltivati penso che questa ricetta sia un pò diversa dal solito. E' semplice e veloce quindi non dovrete mandarmi dei "moccoli" quando la realizzerete.

INGREDIENTI per 6 persone: tubetti rigati gr 500; funghi champignons gr 350; gorgonzola cremooso gr 100; panna di latte fresco (senza conservanti) cc 150; latte fresco intero cc 100; olio extra vergine d'oliva 4 cucchiai; cipolla gr 50; aglio 1 spicchio piccolo; grana grattugiato gr 100; sale.

PROCEDIMENTO: affettare sottilmente la cipolla e l'aglio, metterli in una grande padella con l'olio (dovrà poi alla fine della ricetta contenere anche le farfalle) ed i funghi tagliati a sottili fettine, dopo avere ben ripulito i gambi della eventuale sabbia. Cuocere a fuoco forte per 5 minuti rigirandoli. Togliere dal fuoco la padella. Mettere in una terrina il gorgonzola (privato della eventuale crosta), il latte, la panna e mescolate il tutto, quindi passare il composto in padella. Cuocere i tubetti rigati, scolarli al dente e versarli in padella; passarli su fuoco forte per 3 minuti rimestando, poi versare la pietanza nel piatto di portata e servirlo subito in tavola dopo averlo spolverato di grana grattugiata.

P.S. Nel caso non aveste in dispensa questo tipo di pasta, utilizzatene un'altra, a vostro piacere.
Il sapore cambia poco!!

martedì 21 giugno 2011

CROSTATA SALATA CON RIPIENO DI CARNI....DA RICICLARE ED ALTRO

La presenza in frigo di un bel pò di carne in umido o arrosto di manzo, o lessa, o di pollo arrosto, o di altro animale da cortile commestibile, è principalmente una scusa per poter preparare una gustosa crostata salata, dove oltre alle suddette carni ci va un sacco di altra roba. Insomma è un secondo ricco, diverso dal solito;, metteteci vicino una buona insalata di pomodori ben maturi, ben condita e la cena della sera è assicurata. Ci manca soltanto il dessert!
Bisogna un pò impegnarsi, più del solito, dedicando alla cucina una ventina di minuti, ma le lodi dei commensali vi ripagheranno abbondantemente delle fatiche sopportate!!
E' consigliabile un ruoto da forno con la chiusura del fondo a cerniera per agevolare la sformatura della crostata.

INGREDIENTI per 6 persone: per la pasta brisé: farina gr 300; burro gr 150; sale 1 cucchiaino. Pr il ripieno: uova 6; mozzarella o fiordilatte gr 200; prosciutto cotto a fette gr 150; grana grattugiato gr 100; fontina Valdostana a fette sottili gr 100; pangrattato 2 cucchiai colmi; aglio 1 spicchio; prezzemolo 1 ciuffo tritato; olio extra vergine d'oliva per le due frittate q.b.

PROCEDIMENTO: in una terrina mettere la farina, un pizzico di sale, il burro a pezzetti leggermente riscaldato e mescolare rapidamente prima con una mano e poi con due, riaffermo rapidamente per evitare che il composto si riscaldi troppo e quindi formare una palla, ricoprirla di pellicola e depositarla in frigo per 20 minuti.
In un'altra terrina aprire tre uova, aggioungere un terzo del formaggio grattugiato, lo mezzo spicchio d'aglio tritato sottilmente, metà del prezzemolo, metà del pangrattato, sbattere bene con una forchetta e nella padella antiaderente. oliata con un cucchiaio d'olio, realizzare una frittata di circa cm 23 di diametro. Metterla da parte e rifare l'operazione realizzando una seconda identica frittata.
Riprendere dal frigo la pasta pronta e stendere sul piano da lavoro, tra due fogli di alluminio, usando il mattarello, un disco di circa cm 30 di diametro. (Si consiglia tra due fogli di alluminio perché in tal modo si riesce a piazzare meglio il disco, nel punto giusto.) Con questo, foderare lo stampo con chiusura a cerniera, già in precedenza da voi spennellato di olio facendo aderire sia al fondo che al bordo la pasta brisé. (Con l'aiuto delle dita si saldano facilmente le inevitabili rotture).
Tagliare ora a sottili striscioline la carne già cotta di cui disponete e in una terrina mescolateli alla mozzarella a pezzetti, al resto del formaggio, al prosciutto cotto tagliuzzato. Disponete sul fondo una prima frittata, sopra spargetevi metà del contenuto della terrina, poi la seconda frittata e sopra ancora la seconda metà della terrina, quindi finite la copertura con le fettine di fontina e spennellarvi sopra qualche goccia di olio.
Cuocete in forno a 180° per 25 minuti, tiratela fuori, fatela appena un pò raffreddare, quindi aprite la cerniera e passate la crostata nel piatto di portata.

lunedì 20 giugno 2011

GNOCCHETTI CON PESTO E CODE DI GAMBERI

E' una pietanza interessante, che appresi dodici anni fa, nell'ottobre del 1999 in Liguria ed è uno strano connubio tra il pesto ed i gamberoni. Il risultato finale è ottimo e data la quantità sia di gnocchi che di gamberi, può benissimo essere considerato un piatto unico, cioè un primo-secondo.
Gli ingredienti qui riportati si riferiscono a sei persone. Non è un piatto poco costoso !!

INGREDIENTI per 6 persone: per gli gnocchi: patate gr 900; farina gr 300; uovo 1; basilico 20 foglie tritate; sale fino un cucchiaino colmo. Per il pesto: pistacchi gr 20; pinoli gr 50; aglio 2 spicchi; sale fino 1 cucchiaino; foglie di basilico gr 50; olio extra vergine d'oliva cc 150; grana grattugiato gr 100. Gamberi gr 400; olio extra vergine d'oliva 3 cucchiai; burro gr 30.

PROCEDIMENTO: cuocere le patate in acqua salata e quando la forchetta entra dentro agevolmente vuol dire che sono lesse, allora scolarle, pelarle ancora calde e schiacciarle nel passapatate facendole cadere sul piano da lavoro. Aggiungere la farina, l'uovo, il sale ed il basilico tritato. Impastare il tutto e formare dei bastoncini tutti uguali. Tagliarli della lunghezza di cm 2 e quindi passarli sui rebbi di una forchetta. Tenerli da parte e preparare il pesto.

Mettere nel bicchiere del frullatore tutti gli ingredienti, tranne l'olio ed il formaggio. Aggiungere un terzo dell'olio ed azionare per un minuto le lame; aggiungere il resto dell'olio e quindi il formaggio e frullare per un altro minuto. Il pesto è pronto.

Sgusciare i gamberi crudi, eliminare il budellino sul dorso, dividerli in due pezzi per lungo. In una padellina mettere tre cucchiai di olio, un pizzico di sale ed una leggera macinata di pepe fresco (se gradito); quando l'olio è bollente aggiungervi dentro i gamberi e cuocerli per due minuti, rigirandoli, quindi toglierli dal fuoco.
Nella zuppiera che poi sarà portata in tavola, mettere i gamberi ed il loro fondo di cottura, il pesto, mescolare, intanto lessare in acqua salata gli gnocchetti, scolarli bene quando salgono a galla e versarli nella zuppiera; aggiungere il pezzetto di burro, mescolare bene il tutto e portarli subito in tavola.

P.S. Una piccola modifica che cambia i sapori: quando friggete per due minuti i gamberi, aggiungere in padella un mezzo cucchiaino di curry, (in sostituzione della macinata di pepe fresco) quindi seguitare .