giovedì 15 giugno 2017

SCOPRIAMO UN NUOVO MODO DI CUCINARE COSCIA E SOPRACOSCIA DI POLLO, PER RENDERE PIU' GRADEVOLE QUESTE PROTEINE ANIMALI NOBILI CHE NON PORTANO DANNO AI VALORI DEL COLESTEROLO.

Sappiamo tutti che il pollo di una volta, che aveva il piacere di crescere libero e di razzolare  nei campi, nutrendosi di tutto ciò che trovava, aveva delle carni dure, coriacee ma molto più saporite di quello che oggi troviamo in vendita nelle nostre città, ma dobbiamo rassegnarci che è comunque necessario immettere nel nostro organismo, non solo proteine vegetali, come i tanti legumi che sono disponibili tutto l'anno, ma anche proteine animali , le cosiddette carni bianche, (pollo, tacchino, coniglio) sconsigliando le carni rosse e grasse, proprio per non incappare nei problemi connessi con il temibile colesterolo, nostro grande nemico di chi ha superato la soglia dei cinquant'anni.

Allora volendo sperimentare qualcosa che potesse abbattere l'odore del pollo cotto, non gradito a molte persone, ho voluto oggi sperimentare una nuova ricetta, estemporanea, ma che sicuramente qualcuno di voi avrà provato, forse con diverse procedure. Da un lato ho voluto eliminare la causa di tale odore, che è situata nella pelle del pollo, e poi insaporendo con spezie vegetali consentite e normalmente reperibili la pietanza, rendendola molto più gradevole, una specie di "cacciatora".

Quindi se volete seguirmi in questa prova, vedrete che poi non ve ne pentirete e vi accorgerete che alla fine il "diavolo" non è poi così cattivo, ed avrete variato  la vostra attuale dieta, allontanandovi per un momento dal pesce (ricordate che oltre l'80% del pesce che si vende in Italia è allevato in cattività e nutrito con mangimi che poco si discostano da quelli che normalmente vengono somministrati ai poveri polli.)

DOSI (per 4 persone) : cosce e copracosce di pollo gr 1200; cipolla gr 100; olio EVO 5 cucchiai; pomodoro pelato gr 200; vino bianco o rosso puché secco cc 150; sale 1/2 cucchiaino; origano secco 1/2 cucchiaino; rosmarino fresco 1 rametto; timo fresco 1 rametto.

PROCEDIMENTO :  tempo di cottura min. 60: (mettetelo a cuocere e poi ogni 10/15 minuti rimestatelo per un momento, per poter poi continuare a fare le vostre faccende).
Tagliare la cipolla in maniera molto sottile e metterla in una capace pentola (che abbia il coperchio) con l'olio. Dopo due minuti di fuoco medio  rimestare ed aggiungere il pomodoro, schiacciando con i rebbi di una forchetta i pelati, per agevolare la loro cottura. Unire gli aromi vegetali (timo, rosmarino, origano) ed il sale fino. Alzare la fiamma, aggiungere i pezzi di pollo ai quali avrete di già eliminato tutta la pelle , gettandola via. Non è consigliabile farla mangiare dal cane di casa, potrebbe morire inghiottendola cruda e senza masticarla.
Rigirare i pezzi di pollo nel condimento ed aggiungere il vino, quindi coprire la pentola abbassando la fiamma a metà.

Fare cuocere a fuoco medio, dopo quindici minuti rigirare ancora i pòezzi di pollo ed eliminare il coperchio, abbassare la fiamma e continuare la cottura facendo asciugare i liquidi e rosolare i pezzi di pollo.
Al termine di un'ora la pietanza è pronta, saggiatela ed eventualmente aggiustare di sale.

Al posto del pane potreste preparare una ciotola di riso cotto in acqua leggermente salata, offrendolo ai vostri ospiti, per completare la dieta.

Buon appetito, vedrete che sarà buonissimo.

mercoledì 7 giugno 2017

UN RISOTTO AL SUCCO DELLA BARBABIETOLA ROSSA , CON A LATO DEL PIATTO UNA FRECCIA DI CREMA DI FORMAGGIO

Si tratta di un risotto che al termine della cottura risulta del colore vivo del sangue, ma non impressionatevi perché è davvero buonissimo e sarà accolto con un sicuro successo dai vostri commensali.

Io lo ho mangiato, sì, durante una riunione di lavoro tenutasi di recente nella fondazione intitolata al grande maestro Gualtiero Marchesi in Milano. E così seduto vicino a lui mi sono fatto descrivere la preparazione di questo originale piatto. Non credo che abbia saltato qualche passaggio o mi abbia nascosto qualche altro diabolico artifizio per la sua perfetta riuscita, sia perchè essendo un Maestro ama insegnare il suo grande mestiere, e poi perché da qualche anno intratteniamo un simpatico rapporto di amicizia pur vedendoci nelle riunioni del Centro Studi dell'Accademia soltanto una o due volte l'anno.

Allora seguitemi bene:     DOSI (per 6 persone): riso Carnaroli superfino gr 500; burro 50 + 70 per la mantecatura finale; brodo cc 1600; (lui ha utilizzato un brodo di vitello); voi se non potete preparare un brodo classico di carne, potete o preparare un brodo vegetale con carota, sedano, prezzemolo, zucchina, il tutto spezzettato in acqua leggermente salata, o utilizzate il dado morbido: uno a base di carne, uno vegetale, in cc 1600 acqua NON salata. Parmigiano o grana grattugiata gr 100; cipolla gr 100 (per il burro della mantecatura); vino bianco secco cc 100; barbabietole (o rape ) rosse fresche gr 350; latte fresco intero cc 50.

PREPARAZIONE :  Sbucciare le rape, metterle a pezzi nella centrifuga e ricavare il succo rosso, tenendolo da parte. Mettere a riscaldare il brodo e tenerlo in caldo. Tritare o affettare sottilmente la cipolla, metterla con gr 70 di burro sul fuoco e farla imbiondire a fuoco dolce. Togliere dal fuoco ed eliminate tutta cipolla che NON va aggiunta al risotto, ma gettata via! Questo burro sarà utilizzato al termine per la mantecatura.
Mettere nella grande padella o nella pentola che usate per il risotto gr 50 di burro, il riso e fatelo tostare a fuoco dolce per un paio di minuti rimestandolo, quindi bagnarlo con il vino, farlo evaporare ed aggiungere un poco per volta il brodo, continuando sempre a rimestare e ad aggiungere il brodo. Per completare la cottura sono necessari 20/23 minuti, quindi quando sarete intorno ai 18 minuti,  aggiungere il succo di barbabietola e rimestare.  Saggiare la cottura, e se necessario aggiungere un poco di altro brodo (se fosse terminato va bene anche un mezzo bicchiere di acqua tiepida, ma non lo dite in giro). Togliere il risotto dal fuoco, ed aggiungere il burro nel quale era stata soffritta la cipolla, rimestare velocemente quindi farlo riposare per un solo minuto.
Mettere in una ciotola il parmigiano grattugiato e stemperarvi dentro il latte.

Passare ora all'impiattamento:    Versare in ogni piatto piano  (NON da minestra)  un mestolo di risotto e farlo adagiare sul fondo quindi su di un lato versarvi un cucchiaione di crema al parmigiano formando una freccia bianca dritta e mandare subito in tavola ed avanti così con gli altri piatti velocemente per evitare che si raffreddi.

Il commensale volendo potrà poi mescolare a piacere suo, il formaggio al resto del risotto.

mercoledì 31 maggio 2017

UN PIATTO DI VERMICELLI AL SAPORE DI PRIMAVERA IN QUINDICI MINUTI

Un veloce piatto di vermicelli (o di un'altra pasta lunga a piacere e poi quella che trovate subito in dispensa) che ho sperimentato di persona l'altro ieri per degli ospiti improvvisati.  Può valere come primo e secondo; poi un poco di frutta che adesso comincia a fare capolino nei negozi e niente più, se non volete appesantirvi troppo.

INGREDIENTI (per 4 persone) :  melanzane lunghe 3; un barattolo di pomodoro pelato da gr 400; aglio 2 spicchi; olio EVO 4 cucchiai + 6 (per friggere le melanzane);  foglie di basilico 4/5: vermicelli gr 500 (Non credo che alla fine ne restino).

PROCEDIMENTO:  lavare le melanzane, eliminare il picciuolo, affettarle, quindi ridurle a fette e tagliarle in piccoli quadratini. Più piccoli saranno i quadratini e prima saranno pronte.(Cioé ben imbiondite)
Mettere in una ampia padella, (grande tanto da poter poi ospitare sia la salsa che la pasta da insaporire), tutto l'olio; non appena è caldo aggiungere i tocchetti di melanzane. Nel frattempo mettere sul fuoco a bollire anche la pentola con l'acqua ed un cucchiaino di sale grosso. Rimestare ogni tanto le melanzane; dopo una decina di minuti aprire il barattolo di pelati, tagliuzzare i pomodori con le forbici e quindi versarli nella padella rimestando, sempre a fuoco sostenuto, e aggiungere gli spicchi di aglio tagliati in due pezzi.. Aggiungere un cucchiaino di sale fino e le foglie di basilico spezzettate.

Mettere nell'acqua che bolle la pasta, rimestare e fare cuocere, provando un vermicello dopo dieci minuti. Scolarla al dente e subito passarla in padella. Fuoco forte, rimestare velocemente e quindi dopo due minuti impiattare o trasferire la pietanza in un piatto di portata e portare in tavola.Non dimenticate di eliminare i pezzi di aglio prima di impiattarla, per evitare spiacevoli sorprese trovandovelo in bocca !!

                                                                           =*=*=*=

Avrete notato che NON ho volutamente mettere sotto sale le fette di melanzane perché ormai l'amaro che le proteggeva nell'antichità dall'essere divorate da mucche e capre è stato eliminato  dal moderno intervento dell'uomo che ne ha modificato i geni e che ha altresì ridotto al massimo la presenza di semi al suo interno. Il contadino che vorrà ripiantarle dovrà ricomprare altra semenza !!!

E  poi tra gli ingredienti NON ho scritto di utilizzare "la passata" ma i "pomodori pelati", perchè voglio evitare che le migliaia di tonnellate di "passata di pomodoro" di produzione CINESE che transitano nei nostri porti di mare, vadano a finire nelle mie ricette .
Non credo che nella Repubblica Popolare Cinese sia rispettata alcuna norma sulla limitazione degli anticrittogamici e dei pesticidi, pur di aumentare al massimo la loro produzione agricola.

Per ora buon appetito !

giovedì 6 aprile 2017

UNA RICETTA PER LA VITA!

Cari lettori, 
avrete notato che da qualche mese ho trascurato il blog. Se lo ho fatto è per una giusta causa, una ricetta di vita! Ho creato con i miei figli una Fondazione benefica intitolata a mai moglie Silvana.
Sarei felice se poteste leggere (ed eventualmente supportare) la storia del primo progetto che stiamo realizzando: un orfanotrofio - scuola - centro comunitario  in Congo: "Le Gazelle di Silvana". Tra qualche anno sarà possibile anche formare qualche valida cuoca o cuoco nei nostri laboratori. 
Vi bastano 5 minuti.. e magari pochi euro (alle ultime righe potrete scoprire come). 
A presto e grazie di cuore. 
Sergio Corbino


Ecco il Progetto della neonata Fondazione Cariello Corbino in Repubblica Democratica del Congo, in partnership con il Parco Nazionale del Virunga (Virunga Alliance) e la Fondazione Svizzera Dodobhati

L'area in cui opereremo nei pressi del Parco Nazionale del Virunga.
L’area in cui opereremo nei pressi del Parco Nazionale del Virunga.
Orfanotrofio Gazelle – RdCongo: il passato, il presente, il futuro (anche grazie a voi).
Dove si trova: Rugari (vedi mappa), Nord Kivu, regione est della Repubblica Democratica del Congo, Africa Equatoriale, al confine col Rwanda. La RdC ha tutto: oro, diamanti, coltan, petrolio, ma la gente vive di agricoltura di sussistenza a causa della corruzione dei governanti. Nel Nord Kivu c’è tanta acqua e terreno fertile, ma da oltre 20 anni c’è una sorta di guerra civile (negli ultimi 3 anni oltre 1500 vittime civili); e a me bianco non è stato consigliato (e di fatto permesso) di andare a trovare i bimbi senza scorta armata dei Rangers del Parco Nazionale di Virunga, dove ho alloggiato. Niente di eroico, comunque.
Cosa era in PASSATO: una studentessa di medicina di Goma (capoluogo regionale), Mahano Nifashe, per noi Passy  torna nella sua terra di origine a Rugeri (suo padre era ranger del Parco) dove pure era sopravvissuta ed era stata testimone degli orrori della guerra, per raccogliere gli orfani come nella bibbia aveva fatto Dorcas (che significa gazzella). Da qui il nome della sua “Organizazione Gazelle pour la vie de tous” (per la vita di tutti). COSA era l’orfanotrofio: una baracca in legno senza pavimento, con tre materassoni adagiati sulla lava dove lei dormiva con 32 bambini, chiedendo pochi soldi ai parenti più prossimi dei bimbi (quando esistevano).
In Jeep con i ranger e i cani del servizio antibracconaggio del Parco del Virunga
In Jeep con i ranger e i cani del servizio antibracconaggio del Parco del Virunga
Vivevano di niente, fino a quando Passy, stremata, contatta tramite fbk Marlene Zahner  della Dodobahati, veterinaria, addestratrice di cani da fiuto, e filantropa svizzera che nel 2011 aveva avviato e finanziato un progetto di cani anti bracconaggio nel Parco Nazionale del Virunga. E la storia cambia. Per fortuna. L’africana Passy è molto precisa nel rendicontare al centesimo le spese, e lascia più che soddisfatta la svizzera Marlene: 2 donne forti che si riconoscono e rispettano.
I bimbi disegnano fuori casaOGGI l’orfanotrofio ospita 30 femmine e 26 maschi dai pochi mesi ai 15 anni, tutti rispettosi e sorridenti: hanno Passy, 2 mami e 3 volontari che si occupano di loro, senza sosta. Nessuno è pagato, Marlene ha finanziato tutto da sola grandi cambiamenti: le baracche /casette sono due (con pavimento in cemento!). E i bimbi dormono in 5-8 su ogni letto. C’è la latrina maschi e quella femmine e Passy ha il suo letto separato nella baracca bambine che condivide con una bimba. C’è la baracca-cucina e qualche oca per i momenti speciali. Le mami dormono con i 3 piccoli. Tutto è molto pulito. Vanno a scuola (a pagamento, come tutti, 40 minuti a piedi). Mangiano il minimo indispensabile, hanno un grosso barilone d’acqua che riempiono andando al pozzo. Giocano con.. l’aria ma ridono. Marlene paga tutto ma non ce la può fare da sola. E i bimbi hanno bisogno di cure mediche (ospedale a 2 ore di strada sterrata, tutto a pagamento) e mangiare ogni tanto qualcosa in più.
Al Virunga Marlene incontra Helen Pope (mia amica dal 2007) e Helen me ne parla e io incontro Marlene e Christian (capo ranger) a Roma, a ottobre 2016. Decido di aiutarli, perchè mi fido di Helen (insegna a Roma, ma ha organizzato per 15 anni un campo di volontariato in Palestina, e che io lavevo supportata in Rwanda e Congo, prima) e capisco la serietà di Marlene e Christian e il 24 gennaio 2017, a notaio fresco, parto, perchè Marlene è là.
OLYMPUS DIGITAL CAMERAIL FUTURO. Rugari non è un luogo sicurissimo. Passy conosce i bianchi ed è stata anche minacciata di morte perchè magari ha con se i soldi per i bimbi: per dare i doni ci siamo nascosti nel giardino della chiesa vicina (vedi foto) e là le cose verranno tenute e date a mano a mano. Gli africani sono brava gente, la comunità è accogliente, ma la malerba c’è dappertutto, specie con la guerra civile.
L’OBIETTIVO é: spostare i bimbi 20 chilometri più a Nord, a RUMANGABO, acquistando una terra proprio di fronte all’entrata del Parco Virunga. E’ una zona più sicura e poi ci sono i rangers del Parco proprio di fronte.
Vogliamo costruire un orfanotrofio (fino a 100 ospiti) moderno e solido, in muratura, con scuola e laboratori di formazione, un pollaio e un orto, un centro di formazione per la comunità.
Prove di progetto della casa dei sogni...
Prove di progetto della casa dei sogni…
Insomma UN PROGETTO PILOTA, esempio per la Regione, che offra la possibilità ai bimbi non solo di sopravvivere ma di avere un futuro. L’idea è piaciuta al direttore del Parco, Emmanuel de Merode (già sparato anni fa da chi si opponeva al Parco), che ha promesso il co-finanziamento del progetto al 50% da parte della Virunga Allience, che destina il 30% dei proventi dal turismo ad attività sociali. Il mio sogno di coniugare solidarietà e sostenibilità si unisce al sogno dei bimbi. Il progetto sarà finanziato quindi al 25% da Fondazione di Marlene, al 25% da Fondazione Cariello Corbino, 50% dal Parco. E servono tanti soldi! Il paradosso di un paese in guerra è che si importa tutto e tutto costa di più, il cemento, gli infissi… Abbiamo rifiutato l’offerta di un partner un po’ invadente: non si tratta solo di soldi, ma di fare le cose per bene.
COSA POTETE FARE VOI? Grazie a chi ha donato integratori, vestiti, giocattoli. I bimbi, almeno per ora ne hanno a sufficienza. Servono SOLDI, perdonerete la brutalità. Ho pensato a una simbolica adozione a distanza (non di un bimbo, ma della comunità dei bimbi) di 250 euro. In realtà a un bimbo ne servono di più (circa 330 euro), ma non volevo spaventarvi. Un pollo da spennare e mangiare costa 4,6 euro, andare a scuola circa 65 euro /anno. C’è chi potrà dare molto di più o di più (grazie), almeno per quest’anno, chi potrà dare di meno (grazie), ogni euro conta. Io ho promesso e manterrò la mia parola a ogni costo. Non posso tradire le speranze dei bimbi, nè tradire in quello in cui io e la Fondazione crediamo.
FIDUCIA. E’ una catena di fiducia: potete solo fidarvi di me. Io ci tornerò tra qualche mese e un giorno sarà possibile anche per voi andare a dormire nel nuovo Centro, al sicuro. Marlene, precisissima, torna almeno 4 volte l’anno sul posto, il Parco e il capo Ranger Christian saranno parte integrante del Progetto, Passy è una persona precisa e vive di niente. Una catena di fiducia.
CHI VUOLE, CHI PUO’ ci può contattare a: FondazioneCarielloCorbino@gmail.com e saremo lieti di darvi ulteriori dettagli. Mettetevi d’accordo in famiglia (o in famiglia allargata), in ufficio, in condominio, in palestra, in azienda, a scuola. Organizzatemi incontri, pranzi e cene con i vostri amici, colleghi, parenti e io (non mangio manco) e sono pronto e felice di spiegarvi dettagli e farvi vedere foto, progetti ecc. Organizzatemi eventi di raccolta fondi, oppure possiamo mettere un salvadanaio nei vostri negozi, ristoranti. Fatevi regalare per i vostri compleanni l’adozione di un grandioso progetto di speranza. Partecipiamo, costruiamo insieme, a un’economia di vita.
NON c'è altro da dire se non grazie per questi 5 minuti e grazie in anticipo per quello che farete. Ogni centesimo sarà ben speso. Non tradiremo la vostra fiducia, nè la mia promessa personale: la vita, prima di tutto; nè quella di mamma Silvana: l’amore, prima di tutto. GRAZIE. Un abbraccio. Alberto Corbino, a nome della Fondazione Cariello Corbino.
Per supportare il Progetto:img_20170131_134301
Fondazione Cariello Corbino
IBAN: IT26R0501803400000000240153
BIC-SWIFT: CCRTIT2T84A
Banca Popolare Etica – filiale di Napoli
Causale: “Progetto Gazelles” – RDCongo

E’ inoltre possibile donare tramite PAYPAL: FondazioneCarielloCorbino@gmail.com